Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Tignanello di Antinori è un vino rosso toscano ottenuto da Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Questo blend si distingue per struttura e complessità, e offre un profilo aromatico intenso con un notevole potenziale di evoluzione in bottiglia. La vinificazione prevede fermentazione in serbatoi troncoconici a temperatura controllata, seguita da fermentazione malolattica in botti e barrique di rovere francese e ungherese. Un affinamento di circa quindici mesi in legno crea un equilibrio tra eleganza e potenza.
Da dove proviene
Il vino nasce nella Tenuta Tignanello, tra le valli della Greve e della Pesa, nel cuore del Chianti Classico. I suoli, ricchi di calcare e scisto di origine marina, offrono al vino una spiccata freschezza minerale e una solida struttura. Il microclima, con giornate calde e notti fresche, favorisce una maturazione lenta e regolare delle uve. Le vigne, storicamente impiantate e di proprietà della famiglia Antinori dal XIX secolo, beneficiano di un’esposizione ottimale e di una naturale ventilazione.
Come viene prodotto
La raccolta delle uve avviene tra fine settembre e metà ottobre, con una selezione accurata in vigna e in cantina. La fermentazione si svolge in serbatoi troncoconici in acciaio inox, con controllo della temperatura e gestione attenta delle macerazioni per estrarre colore e tannini. Dopo la fermentazione alcolica, il vino svolge la malolattica in botti e barrique nuove di rovere francese e ungherese, dove affina per circa quindici mesi. I diversi lotti vengono assemblati per creare il blend finale, che poi riposa in bottiglia prima della commercializzazione.
Note di degustazione
Nel calice si presenta con un colore rosso rubino intenso e riflessi violacei. Al naso offre un bouquet complesso di frutti rossi maturi come prugna e mora, arricchito da note di arancia candita, cioccolato fondente e caramello. Sentori di tabacco dolce e liquirizia aggiungono profondità. Al palato è pieno e avvolgente, con tannini morbidi e vibranti, sostenuti da una freschezza che bilancia la struttura. Il finale risulta lungo e persistente, con delicata mineralità e ritorni di spezie dolci.
Con cosa si abbina
La struttura complessa di Tignanello lo rende ideale con arrosti di carne rossa, selvaggina e formaggi stagionati. Si abbina bene a pappardelle al cinghiale, risotto al tartufo e funghi, oltre a piatti a base di brasati. Per un abbinamento regionale, risulta ottimo con pici all’aglione tipici del Chianti Classico o con un brasato di manzo alla piemontese. La sua versatilità si adatta a piatti ricchi e saporiti.
Quando servirlo
Tignanello nasce per un invecchiamento medio-lungo e raggiunge il suo apice dopo alcuni anni di affinamento in bottiglia. Si apprezza già da giovane, entro cinque anni, ma sviluppa maggiore complessità se conservato fino a dieci-quindici anni. Il periodo ottimale di degustazione consente di cogliere l’armonia tra componenti aromatiche e tanniche, e offre un’esperienza completa sia agli appassionati sia ai collezionisti.